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Editore, animatore di movimenti politici ed infaticabile organizzatore, Richard de Coudenhove-Kalergi
si distinse per il suo dinamismo in favore dell'Europa durante il periodo tra le due guerre.
Figlio di un diplomatico, crebbe in un clima cosmopolita; di ascendenza eurasiatica, suo padre era
austro-ungarico e sua madre giapponese, nacque a Tokio il 17 novembre 1894. Trascorse l'infanzia nel
castello di famiglia in Boemia, poi studiò presso il Theresanium di Vienna - il collegio con la migliore
reputazione dell'Impero - dove incontrò studiosi e docenti di diverse le nazionalità.
Appassionato di filosofia, concluse i suoi studi nel 1917 laureandosi
presso l'università di Vienna. Adotta la nazionalità Ceca nel 1919 e
viene naturalizzato francese nel 1939. Nel 1938 quando fu costretto a
riparare in Svizzera – a causa dell’invasione tedesca dell’Austria - e
poi negli Stati Uniti dove insegnò presso la New York University. A
guerra finita rientrò in Svizzera, a Gstaad, a Bâle ed infine a Zurigo.
Alla fine della prima guerra
mondiale iniziò a pubblicare una serie di articoli sulla necessità di
un nuovo ordine europeo. Il suo impegno in favore dell'Europa si
manifesta con la pubblicazione nel novembre del 1922 del documento
“Paneuropa, un progetto” - a Vienna ed a Berlino – a cui seguì, nel
1923, il libro-manifesto intitolato "Pan-Europa". Nel 1924 lanciò il
movimento Paneuropa sostenuto da una rivista mensile che ne diffondeva
le idee. Il suo progetto di Unione Paneuropea, in contrasto con il
dominante indirizzo nazionalista, si poneva su un piano di riequilibrio
planetario.
Durante gli anni di nazionalità cecoslovacca, suggerì al Presidente della Repubblica Masaryk, un progetto d'unione
europea sul modello del trattato stipulato tra la Cecoslovacchia, la Romania e la Yugoslavia.
L'obiettivo di Coudenhove era di unire l'Europa perché questa potesse conservare un ruolo chiave di fronte alle grandi
potenze: gli Stati Uniti, l'URSS ed il Regno Unito - allora una potenza regionale grazie all’Impero coloniale.
L’esclusione del Regno Unito spinse gli Inglesi a non interessarsi al
progetto, al contrario dei paesi mitteleuropei che costituirono i
comitati nazionali Austriaco, Tedesco e Cecoslovacco; la realizzazione
dell'Unione Paneuropea venne pianificata per tappe, a partire dal
passaggio fondamentale per il mantenimento della pace: la
riconciliazione Franco-Tedesca.
In questo senso venne suggerita
la fusione dell'industria carbonifera Tedesca e di quella mineraria
Francese, in una unica industria siderurgica paneuropea; a questa idea
si ispirerà successivamente Robert Schuman quando proporrà la creazione
della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA). La prima
tappa sarebbe stata una conferenza paneuropea per favorire la
cooperazione intergovernativa in tema di dogane, contenzioso
finanziario e cultura e venne impostata un’organizzazione di tipo
confederale.
La seconda tappa si sarebbe
concretizzata nella sottoscrizione di un Trattato per l'applicazione
generalizzata del modello gestionale degli accordi di mutua garanzia -
in essere tra gli stati -; infine la creazione dell'unione doganale
sarebbe stata il viatico alla creazione di un’Europa economicamente
omogenea. A questo punto sarebbe stata possibile la nascita degli Stati
Uniti d'Europa. Nell'Ottobre del 1926, a Vienna, parteciparono al primo
congresso dell'Unione Paneuropea duemila persone che elessero
Coudenhove presidente del Consiglio Centrale.
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In questa occasione propose quale inno europeo "Ode alla gioia" dalla
IX sinfonia di Beethoven. Nel 1930 propose di celebrare annualmente, in
tutti gli stati, una giornata dell'Europa.
Il progetto di Paneuropa
prevedeva un sistema parlamentare bicamerale: una camera dei Popoli,
costituita da un deputato ogni milione di abitanti, ed una camera degli
stati ove ogni governo statale fosse rappresentato da propri membri.
Coudenhove fu molto fermo sul principio di uguaglianza tra le nazioni,
fossero queste piccole o grandi.
La guerra costrinse l'Unione
Paneuropea a cessare ogni attività; ricostituita nel 1954, non riuscirà
più ad avere la stessa influenza. Nel 1946, di ritorno dal suo esilio
americano, Coudenhove incontrò Winston Churhill col quale discusse
della creazione di una nuova organizzazione denominata "Unite Europe
Movement" alla quale tuttavia non aderì.
Su iniziativa personale
Coudenhove creò, nel 1947, l'Unione parlamentare europea, allo scopo di
elaborare una Costituzione per l'Europa. Chiese a quattromila
parlamentari di tredici paesi di pronunciarsi a favore o contro
l'ipotesi di una Federazione Europea sotto l'egida delle Nazioni Unite.
La sua proposta incontrò un
grande successo anche se il progetto fu comunque criticato: da una
parte da Denis de Rougemont, membro dell'Union Eupopeenne des
Federalistes, fautore di un federalismo integralista, dall'altra parte
da Duncan Sandys - genero di Churchill e suo successore alla testa di
"United Europe Movement" - sostenitore di un modello europeo fondato
sulla cooperazione intergovernativa senza trasferimenti di sovranità.
Al congresso di La Haye, che
riunì nel maggio del 1948 i diversi movimenti Europeisti, Coudenhove
riuscì a far passare l'idea d’una assemblea eletta dei parlamenti
nazionali. Alla fine del congresso nacque il Movimento Europeo che
raggruppò le diverse organizzazioni europeiste: Coudenhove decise di
non aderire, ma nel 1952, ebbe modo di ripensarci e ne divenne il
presidente onorario.
Un progetto di Costituzione
Europea venne votato durante il secondo congresso dell'Unione
Parlamentare Europea. Tuttavia nel settembre 1948 i parlamentari
britannici, scandinavi e olandesi vi si opposero con tale forza da
farlo abbandonare.
Il 18 maggio 1950 Coudenhove fu
il primo a ricevere il premio Carlo Magno per il contributo dato
all'ideale Europeista; purtroppo aveva deciso di ritirarsi e non ebbe
occasione di partecipare attivamente agli sforzi di Jan Monnet o di
Paul-Henri Spaak che avrebbero condotto alla creazione della Comunità
Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA). In quegli anni Coudenhove
ebbe l'occasione di riavvicinarsi al generale de Gaulle – con il quale
aveva tenuto regolari contatti di corrispondenza – che propendeva per
un modello europeo fondato su un’unione di nazioni piuttosto che per
l'approccio sopranazionale proposto da Jean Monnet.
Richard de Coudenhove-Kalergi è morto nel 1972 dopo aver combattuto per cinquant’anni per la libertà e l’unità europea.
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