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Resoconto Convegno di Roma

IDENTITÀ EUROPEA, CULTURA E MONDIALIZZAZIONE:

UNA SFIDA PER L’EUROPA
Sommario della Conferenza
      la Conferenza che ha avuto luogo a Roma il 12 e 13 ottobre ha toccato molti temi importanti quali il patrimonio culturale, l’importanza del riconoscimento delle radici della cultura europea e le nuove sfide che la cultura europea si trova di fronte. Hanno partecipato ai lavori oltre 150 persone di più di 15 diverse nazionalità tra cui  più di 22 italiani.

      Nella prima mezza giornata, dopo l’apertura con gli indirizzi di saluto tra i quali quello del Cardinale Bertone, è stato trattato il tema del Patrimonio dell’Europa.
      Ne è subito emerso come l’Europa, sia un’entità culturale più che geografica, basata sugli ideali di libertà, coscienza, solidarietà e tolleranza che sono stati a suo tempo generati e sviluppati dalle culture greca, giudaica, romana e umanista. Si può dire che l’Europa finisce là dove gli ideali di Platone e di Cristo non sono conosciuti (Buttiglione). Questi ideali sono indispensabili per il rilancio di un nuovo umanesimo del quale l’Europa ed il mondo hanno oggi estremo bisogno (Salina). 
      Essenziale è pure il dialogo tra culture e religioni. Prima di poter dialogare però, è necessario conoscere e riconoscere la propria e l’altrui identità. Questo si applica sia all’Islam che ai cosiddetti seguaci del libero pensiero laico. Sia la cultura islamica che l’illuminismo devono molto alle culture preesistenti.
      L’Islam in particolare nella sua rapidissima espansione nel VII secolo ha subito conquistato la Siria e l’Asia Minore che erano le province più ricche e culturalmente avanzate dell’Impero Romano. I sapienti e gli eruditi cristiani sopravvissuti, hanno poi tradotto dall’aramaico e dal greco in arabo i testi filosofici e scientifici della cultura greca e romana (Arkoun). L’integrazione degli islamici moderati in Europa sarà possibile un giorno solo se e quando questi si potranno sentire e dire allo stesso tempo europei e musulmani (ma soprattutto europei) e quando i cristiani riscopriranno la propria dimensione spirituale e critica. Per arrivare a questo è necessario che l’Islam riprenda e rivisiti gli studi di Averroè.
      E’ necessario infine che vi sia una grande riconciliazione tra cristianesimo, islam e libero pensiero laico. Infatti l’Europa di oggi è fortemente basata sulla riconciliazione tra i gli stati ed i popoli europei che si sono accanitamente combattuti per secoli (Samir).
     
      La sera l’Ambasciatore Francese presso la Santa Sede, ha offerto un ricevimento all’Ambasciata durante il quale ha rivolto il suo saluto ai partecipanti ed augurato una proficua continuazione e conclusione dei lavori.
     
      La seconda giornata ha analizzato e discusso le principali sfide presenti oggi dopo la caduta dei regimi totalitari del secolo scorso: nazismo e comunismo. La sfida più pericolosa è oggi il relativismo che nasce dalla mancanza di radici (e può portare al nichilismo). Per fronteggiare e vincere queste sfide c’è bisogno di un grande “Sogno Europeo” capace di mobilitare tutte le forze sane dell’Europa.
      Come il sogno americano, che si basa sulla mitologia dei “Padri Pellegrini” che nel ‘600 sono sbarcati in America e “hanno ricevuto da Dio la terra americana”, anche quello europeo deve nascere e prendere forza nelle origini dell’Europa. Deve essere un sogno di libertà, democrazia, progresso, solidarietà e deve basarsi sulle sue radici che comprendono anche il cristianesimo e non prescinderne o ignorarle (Bautzman). Altre sfide specifiche di questo nostro periodo storico sono poi il messianismo ed il fondamentalismo che comprende il laicismo radicale (Friederich).
     
      La Conferenza si è poi chiusa con le conclusioni del presidente Terrenoir che ha sottolineato come tocchi ora ai giovani continuare sulla strada iniziata nel lontano 1923 da Richard de Coudenhove-Kalergi e continuare a contribuire alla realizzazione di un’Europa libera, unita e prospera. Il Cardinale Poupard (francese, italiano) ha infine concluso sottolineando come un popolo senza radici è un popolo senza futuro e non è in grado di fronteggiare le sfide che gli si presentano.
      La sfida più grande oggi è non è quella economica o tecnologica ma è quella culturale. Il Magistero della Chiesa è ricco di indicazioni specifiche: Giovanni Paolo II ha fissato 3 priorità: a) l’etica sulla tecnica, b) la persona sulle cose e c) lo spirito sulla materia; Benedetto XVI ha detto poi (discorsi di Regensburg e New York) che occorre ristabilire e rafforzare il legame tra cultura e Chiesa e tra Chiesa ed umanesimo laico.  La Chiesa insiste sul riconoscimento delle radici giudaico - cristiane perchè vede che questo riconoscimento è essenziale per poter iniziare un proficuo e creativo cammino per costruire un’Europa libera ed unita.

      Considerando tutto quanto emerso nella Conferenza, tre punti sembrano infine dover essere sottolineati:
- Ragione e razionalità: Dio è razionale e anche l’uomo deve esserlo e applicare la ragione anche alla fede: questo permetterà di stimolare, iniziare e portare avanti il dialogo con le altre culture e religioni e sopratutto con i musulmani moderati.
- Riconoscimento e riconciliazione. E essenziale che ci sia un sincero ed onesto riconoscimento tra culture, religioni e filosofie prima di poter cominciare a costruire l’Europa.
- Ideali ed obiettivi comuni. Occorre identificare e definire un grande “Sogno Europeo” da proporre  (ad es. l’Europa come terra della liberta, della ragione e della solidarietà), un ideale che sia in grado di attrarre e mobilitare i cittadini e le forze europee, per poter iniziare a costruire l’Europa. Tale “Sogno” per essere condiviso e sentito, deve necessariamente basarsi sulle radici più profonde dell’Europa.