Eccellenze,
Monsieur Alain Terrenoire,
Amici Paneuropei
Signore e Signori,
è un onore
per la signora Adriana Usiglio, nostra Presidente onoraria, e per me porgervi
un breve indirizzo di benvenuto, che è anche il messaggio e il contributo di
PANEUROPA ITALIA al Convegno: benvenuti nel nostro Paese, benvenuti a Roma dove
pietre e monumenti raccontano, con grande fascino, secoli di storia, di cui noi
siamo l’esito. A Roma ogni cuore nobile avverte l’imponenza di questa verità!
Siamo l’esito di una storia, quindi sappiamo chi siamo, e possiamo cercare il
senso della vita. Quando viene meno la possibilità di accorgerci del senso, la
vita ci sommerge; questo è ciò che è avvenuto in Europa. Oltre alle mancate
ratifiche francese ed olandese, la crisi attuale è generata dalla dimenticanza
della propria storia e quindi dall’incapacità di ritrovare il senso del proprio
destino, al di là delle convenienze commerciali ed economiche. Ben venga quindi
questo convegno su “Identità europea, cultura e mondializzazione”
Furono i
Greci a chiamare Europa, che in greco significa « grandi occhi », tutte le
terre a nord di Creta, culla della più antica civiltà greca, quella minoica.
Nell’era moderna, il termine “Europa” fu usato per la prima volta dal Papa
Niccolò V nel 1453, anno della caduta di Costantinopoli; prima il continente
era chiamato normalmente « cristianità.» Ogni cuore nobile avverte l’imponenza
di queste verità. L’Europa di oggi è l’esito della storia greco romana e di
quella giudaico cristiana, oltre che delle altre culture succedutesi nei
secoli; tutte hanno certamente commesso errori, compresi quelli imputabili alla
tradizione cristiana, che ha comportato anche grandezze spirituali, morali e
culturali, unendo l’Europa e garantendo il perpetuarsi della civiltà, come
assicurato dal monachesimo.
Se non le
dimentichiamo e non censuriamo queste culture e tradizioni siamo in grado
di cercare insieme il senso della vita. Non censurarle non significa solamente
sollecitare una citazione nei documenti ufficiali, anche se le parole hanno un
loro peso, ma significa soprattutto la consapevolezza condivisa che la visione
dell’uomo e della società, cioè la cultura, esito della storia greco romana e
giudaico cristiana, ha pari dignità e pari riconoscimento di tutte le diverse
culture religiose e laiche presenti che costituiscono la ricchezza peculiare
dell’Europa, pari dignità che oggi è tutt’altro che scontata. Inoltre va
ricordato che questo è ciò che chiede la carta dei diritti fondamentali
laicamente applicata, secondo una sana laicità che significa nel rispetto di
tutti, e non con una visione laicista, che è invece frutto della corruzione
ideologica della laicità. Un esempio è la ricorrente richiesta della acritica
ed incondizionata eliminazione di tutti i simboli religiosi dai luoghi
pubblici; come se fosse possibile, estirpare dalla carne d’Europa,
cancellandoli con un tratto di penna, San Pietro a Roma, Notre Dame a Parigi
oppure il Duomo di Colonia.
Quando la
società europea, come dice Benedetto XVI° - cito - « perde l'evidenza
originaria dei fondamenti dell'essere umano e del suo agire etico, e la
dottrina della legge morale naturale si scontra con altre concezioni che ne
sono la diretta negazione, tutto ciò ha enormi e gravi conseguenze nell'ordine
civile e sociale.» fine della citazione. Se l’Europa non ritrova il senso della
propria vocazione e della propria missione, fondato sulla ricchezza di tutta la
sua tradizione, non ritrova il nuovo umanesimo di cui ha bisogno per rilanciare
l’ideale dei Precursori e dei Padri fondatori, e di cui parla il documento
preparatorio di questo convegno indicando le sfide che ci attendono.
All’Europa
occorre ritrovare il senso della propria vita – un nuovo umanesimo – per
ritrovare le vere motivazioni del cammino di riunificazione e integrazione, e
riappropriarsi del suo ruolo nel mondo, come chiedono i Paesi più poveri,
soprattutto africani. Senza questa consapevolezza rimangono solo i rapporti di
forza e gli interessi economici.
Se questo
convegno consentirà a PANEUROPA di ritrovare il senso della vita dei nostri
popoli, il nuovo umanesimo, e saprà darne le ragioni portando in Europa questa
rinnovata consapevolezza di se, nella reale condivisione della diversità, avrà
dato un contributo storico al rilancio dell’ideale europeo, avrà contribuito a
dare senso e significato nuovi alle prospettive di integrazione e di
riunificazione, sapendone mostrare il fascino ai nostri popoli.
Questo è l’augurio
ed il contributo di PANEUROPA ITALIA, questo è il senso più vero e profondo
dell’augurare ben venuti a tutti, e soprattutto buon lavoro a tutti noi in
questo convegno. Grazie
PROF. GIORGIO SALINA - Presidente di Paneuropa - Italia
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