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Il sommario del secondo numero comprende:
- "Combattiamo la barbarie globalizzata" di Luigi Mazzella (Ministro della Funzione Pubblica)
- "Il nostro futuro in Europa" dell' on. Mario Mantovani (Deputato europeo)
- "L'avvenire europeo" di Adriana Usiglio (Presidente di Paneuropa Italia)
- "Forte, audace, indipendente" di François d' Aubert (Ministro delegato alla Ricerca; Francia)
- "L' Europa dal 19 "di Achille Jachetti
- "Lettere a Paneuropa "
L'intero notiziario è disponibile in formato PDF: Notiziario Paneuropa n° 2
Riportiamo l'articolo di Donatella Bono giornalista de il Giornale e Direttore responsabile del nostro trimestrale che analizza i temi di questo numero (lo troverete in prima pagina).
Rivoluzione ed evoluzione
Dimenticarsi della propria storia può essere un vezzo elegante e, per alcuni, un segno d' educazione; una leggerezza che può tuttavia trasformarsi in un errore: imperdonabile per un popolo, mortale per ununione di popoli.
La storia dell' Unione Europea s' intreccia inevitabilmente con quella della stessa Europa, ma è riuscita a sviluppare velocemente radici proprie.
Riconciliazione e ricerca si sono rivelati elementi molto fertili:
i cittadini europei si stanno dimenticando del primo e stanno riscoprendo soltanto ora la necessità del secondo. La riconciliazione francotedesca sulla base della fusione dell' industria carbonifera tedesca e di
quella mineraria francese, in un' unica industria siderurgica paneuropea venne suggerita da Richard de CoudenhoveKalergi. Un' idea che ha ispirato la dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950 che proponeva di creare
un' Alta autorità comune responsabile dell'insieme della produzione francotedesca del carbone e dell'acciaio, nel quadro di un' organizzazione aperta anche agli altri paesi europei. L' obiettivo di Coudenhove era di
unire l'Europa perché questa potesse conservare un ruolo chiave di fronte alle grandi potenze e la realizzazione dell' Unione Paneuropea venne pianificata per tappe, a partire proprio da quella riconciliazione;
passaggio fondamentale per il mantenimento della pace.
La rivoluzione della pace in un' Unione ormai allargata a venticinque membri, deve fondarsi oggi, come allora, sullo sviluppo comune della ricerca e sul possesso
dei suoi strumenti. Riconciliazione e ricerca devono tornare ad essere valori condivisi: prosperità, indipendenza e tolleranza sono promesse che possono essere mantenute soltanto se l' Unione Europea sosterrà il primato
della conoscenza.
L' Europa del futuro può nascere soltanto dai grandi progetti di ricerca federali, dalla condivisione e dalla diffusione della conoscenza; deve possedere un' effettiva capacità di sviluppo e di ricerca tecnologica nei settori critici. Non dobbiamo però dimenticare che la ricerca ha un punto di partenza concreto: le risorse umane. Sono indispensabili; eppure l' Europa per decenni ha imperdonabilmente dimenticato di possederle ed ha lasciato che se ne appropriassero altri: è ora che sviluppi una decisa politica unitaria per valorizzarle e conservarle. Questa è l' evoluzione necessaria all' Europa delle rivoluzioni.
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