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Commemorazione delle Battaglie dell’Isonzo -Soca, 24/5/2008- Intervento Dott. Polese Segretario Paneuropa Italia

 

Desidero ringraziare innanzi tutto il Prof. France Bučar, Presidente di PANEUROPA SLOVENIA e l’Amico Dottor Bojan Sedmak, per il gentile invito molto apprezzato, perché formulato in un’occasione molto significativa.

Saluto con deferenza il Presidente Danilo Turk ed il Vicepresidente Vasja Klavora che ho avuto ora il grande onore di conoscere, saluto cordialmente tutti gli intervenuti, pregando il Rappresentante di HE Otto von Habsburg di fargli pervenire l'espressione del nostro ossequio ed i nostri voti augurali.

Quando ho pensato al breve commosso intervento di oggi, ho immaginato di ripercorrere le undici sanguinose battaglie dell'Isonzo dal 23 giugno 1915 al 12 settembre 1917 evidenziando lo spaventoso numero di caduti, feriti e prigionieri, cioè di innumerevoli drammi umani. Un prezzo altissimo, accentuato anche dalla tattica militare allora vigente della «guerra di posizione»; un prezzo che è stato pagato sia da coloro che hanno combattuto nell'esercito dell'Impero Austro – Ungarico, sia da coloro che hanno combattuto nell'esercito del Regno d'Italia, accolti poi nei cimiteri militari, nei Sacrari, negli Ospedali e nei Convalescenziari, ma soprattutto nella memoria dei sopravvissuti, ad iniziare dai loro cari, ma soprattutto vivi nella memoria dei posteri, quali noi siamo.

Pensando a ciò la sensazione che mi ha subito colto è che questi due campi di memorie, di dolorosi nostalgici teneri ricordi, campi allora anch'essi contrapposti, nei decenti si sono incontrati e fusi in un inno di rispetto e riconoscenza per questi martiri che hanno fatto la nostra storia. Proprio per riconoscenza a tutti loro, di uno schieramento o dell'altro, i due campi della memoria sono divenuti un unico sommesso grido di gratitudine, di pietà umana e cristiana che li abbraccia tutti, tutti!

È da questo abbraccio che nasce l'invocazione, più vera, più umana: MAI  PIÙ LA GUERRA !  Un'invocazione soffocata in cui si mischiano le loro voci, le voci delle loro spose, figli, madri, padri, fratelli, le nostre voci grate per il loro eroico sacrificio.

MAI  PIÙ LA GUERRA. È il drammatico grido che solo vent'anni dopo abbiamo dimenticato, abbiamo soffocato correndo incontro ad un'altra immane tragedia, altro e terribile atto dello stesso dramma, alla fine del quale la nostra Europa era ridotta ad un cumulo di rovine. Ma ora, da sessant'anni quel grido è tornato a risuonare, si è fatto sentire nella storia rimarginando molte ferite e consegnandoci una speranza di pace.

È da quel grido iniziato  novanta anni or sono, poi affievolitosi, che però ha potuto nuovamente riecheggiare MAI  PIÙ LA GUERRA, da questo seme è nata l'Europa unita; ideale inseguito da molto tempo da grandi uomini, che in quel grido hanno trovato la forza di iniziare a concretizzarsi.

A noi il compito di portare a compimento questo grande sogno, solido sogno perchè fondato sul sacrificio di tanti uomini semplici, fedeli ai valori che venivano loro proposti. Non possiamo abbandonarli ancora, rendere inutile il loro sacrificio, dobbiamo realizzare il sogno della pace, nella solidarietà e nella giustizia, a cominciare proprio dai nostri due popoli, in una casa comune, nonostante le difficoltà ed i problemi che con realismo non ignoriamo. Ma con ancor maggiore realismo e ragionevolezza dobbiamo, vogliamo superare.  Lo dobbiamo a quei lontani inconsapevoli eroici fondatori del nostro futuro, dell'Europa moderna, dell'Europa unita. Quindi dobbiamo lavorare perché Slovenia ed Italia, non dimenticando il passato ma anzi proprio costruendo su di esso,  vivano insieme, in Europa, e insieme contribuiscano al suo sviluppo e consolidamento, tutto questo per la Slovenia e per l'Italia, per i nostri popoli.

 

Dott. PIETRO POLESE – Segretario di Paneuropa - Italia